6 de Diciembre, 2006
dante alighieri, en italiano y portugues- el inferno
INFERNO
CANTO I (trecho inicial)
No meio do caminho desta vida me vi perdido numa selva escura, solitário, sem sol e sem saída.
Ah, como armar no ar uma figura desta selva selvagem, dura, forte, que, só de eu a pensar, me desfigura?
É quase tão amargo como a morte; mas para expor o bem que encontrei, outros dados darei da minha sorte.
Não me recordo ao certo como entrei, tomado de uma sonolência estranha, quando a vera vereda abandonei.
Sei que cheguei ao pé de uma montanha, lá onde aquele vale se extinguia, que me deixara em solidão tamanha,
e vi que o ombro do monte aparecia vestido já dos raios do planeta que a toda gente pela estrada guia.
Então a angústia se calou, secreta, lá no lago do peito onde imergira a noite que tomou minha alma inquieta;
e como náufrago, depois que aspira o ar, abraçado à areia, redivivo, vira-se ao mar e longamente mira,
o meu ânimo, ainda fugitivo, voltou a contemplar aquele espaço que nunca ultrapassou um homem vivo.
(...)
Tradução: Augusto de Campos
INFERNO
Dal CANTO I
Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita.
Ah quanto a dir qual era è cosa dura esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura!
Tant'è amara che poco è più morte; ma per trattar del ben ch'i' vi trovai, dirò de l'altre cose ch'i' v'ho scorte.
Io non so ben ridir com'i' v'intrai, tant'era pien di sonno a quel punto che la verace via abbandonai.
Ma poi ch'i' fui al piè d'un colle giunto, là dove terminava quella valle che m'avea di paura il cor compunto,
guardai in alto, e vidi le sue spalle vestite già de' raggi del pianeta che mena dritto altrui per ogne calle.
Allor fu la paura un poco queta che nel lago del cor m'era durata la notte ch'i' passai con tanta pieta.
E come quei che con lena affannata uscito fuor del pelago a la riva si volge a l'acqua perigliosa e guata,
così l'animo mio, ch'ancor fuggiva, si volse a retro a rimirar lo passo che non lasciò già mai persona viva.
(...)
(...)
de La divina Comedia.
Dante Alighieri • "Canto I" (Inferno) e "Tanto gentile..." In Augusto de Campos Invenção - de Arnaut e Raimbaut a Dante e Cavalcanti Editora Arx, São Paulo, 2003
envio Carlos Machado, poesia.net-
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Por lobitogabriel - 6 de Diciembre, 2006, 17:04, Categoría: poesia
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gennaro carotenuto, italia
Uno spettro s'aggira per l'America - lo spettro del "socialismo del secolo XXI"
Per la seconda volta nella storia una proposta dichiaratamente socialista vince, anzi stravince, elezioni presidenziali in pace e democrazia. Dopo Salvador Allende nel 1970 tocca a Hugo Chávez, in condizioni politiche, economiche, culturali, storiche diverse e con una correlazione di forze molto più favorevoli. Propone al mondo, e in primo luogo alla sinistra, un problema politologico che ai più sembrava sepolto: è davvero finito il socialismo?
CARACAS La riconferma a furor di popolo di Hugo Chávez alla presidenza del Venezuela, è avvenuta sulla base di un programma dichiaratamente socialista. In otto anni il Venezuela bolivariano ha operato una massiccia redistribuzione che ha dimezzato la povertà estrema nel paese e la disoccupazione, utilizzando la proprietà pubblica del petrolio. Si può continuare a trattare Chávez e tutta l’America Latina in maniera denigrante e come un fenomeno folkloristico ma è oramai tempo, almeno per chi sia onesto intellettualmente, di cominciare a prendere sul serio il processo venezuelano e latinoamericano. Al fallimento fragoroso e senza ritorno del neoliberismo nei cinque continenti, l´America Latina è la prima ad offrire risposte nuove dove la solidarietà sostituisce e batte l’individalismo di matrice anglosassone.
Nelle amministrative di febbraio 1973 l’Unidad Popular di Salvador Allende raggiunse il suo massimo storico, il 46%, ben oltre il 34% con il quale era stato eletto tre anni prima. Nonostante la vulgata del caos e il vero boicottaggio di oligarchie e interessi stranieri (colpiti dalla nazionalizzazione del rame), le cose andavano sempre meglio, sempre più cileni ne erano felici e l’economia mista, ma in transizione al socialismo, stava cominciando a crescere impetuosamente. Perciò fu necessario il golpe perpetrato da Augusto Pinochet.
Oggi Hugo Chávez, che era stato eletto nel 1998 e nel 2000 con un discorso che non faceva menzione del socialismo, fa del “socialismo del XXI secolo” la base della sua proposta elettorale. I venezuelani, conquistati dai successi di questi anni, non si spaventano e lo premiano e questi passa da 3.7 del 2000 a quasi 7.5 milioni di voti, arrivando al 62% dei suffragi e con la partecipazione elettorale più alta della storia. Che piaccia o no in Europa, più di tre venezuelani su cinque oggi vogliono il socialismo di Chávez. E’ un socialismo delle opportunità e dell’integrazione, un socialismo che si presenta innanzitutto come solidale. E` un socialismo difficile da comprendere per chi è malato di ideologia, veteromarxista o neoliberale che sia. E’ il socialismo della battaglia delle idee da combattere giorno per giorno.
VOLEVANO CHE MENTISSI Le imponenti campagne di diffamazione dei media mainstream contro Hugo Chávez fotografano la preoccupazione costante che il migliore dei mondi possibile, quello neoliberale, possa davvero avere un¨alternativa bolivariana. Nessuno piú parla di inesistenti violazioni dei diritti umani o delle libertà individuali. Oggi la cosa più facile è presentare una versione grottesca della situazione venezuelana che per chi gira davvero il paese è smentita dai fatti. La Repubblica di sabato, con la consueta sciattezza con la quale copre le cose latinoamericane, si lamentava dell’interruzione nella strada che collega l’Aeroporto di Caracas ai grandi alberghi per ricchi e per inviati della grande stampa. Ovviamente, per l’articolista, quella strada interrotta era tutto quello che lo potesse interessare del Venezuela. La raccontava fingendo di ignorare che in questi anni il paese sia stato rivoluzionato anche nelle infrastrutture. La ferrovia del Valle del Tuy, per esempio, accorcia la distanza con Caracas di quella zona abitata abitata da discendenti di schiavi da 3 ore a 37 minuti, cambiando la storia di una valle. Centinaia di grandi opere realizzate, linee della metropolitana, ferrovie, ponti sui grandi fiumi, centrali elettriche, la capillare diffusione del gas nelle case, valgono meno, per il quotidiano la Repubblica, di un cantiere che allunga il cammino verso un Hotel a cinque stelle. E’ importante soffermarsi sui media mainstream perché questi hanno capito l’importanza e la validità dell’Alternativa bolivariana e lavorano ad evitare che l’infezione si diffonda.
Per giorni la stampa mainstream ha dato spazio a sondaggi taroccati, come quello della PSB (specialista in cambi di regime dall’Ucraina alla Serbia, o di mantenimento degli stessi quando convenienti, dal Messico all’Italia di Berlusconi). L’ultimo “sondaggio” della PSB dava Rosales al 54%, 16 punti sopra la realtà. Serviva a vendere il pericolo di brogli da parte di Chávez come concreto ed imminente ma era solo una diffamazione senza fondamento alcuno. Tutti gli osservatori internazionali, dei quali chi scrive ha fatto parte, hanno accertato e testimoniano della regolarità del processo elettorale, realizzato con le macchine elettorali più avanzate al mondo per efficienza e sicurezza, come ha dovuto ammettere anche il Washington Post: quelle statunitensi si prestano a brogli, quelle venezuelane sono impeccabili.
Manuel Rosales, il candidato dell’opposizione sconfitto da Chávez, nel suo discorso della notte del 3 ha fatto publica un’affermazione politicamente gravissima ma che è stata praticamente ignorata dalla grande stampa: “qualcuno pretendeva che mentissi, ma io non mentirò al popolo venezuelano, e per questo riconosco la sconfitta”. Lo ha detto subito, appena ha iniziato a parlare, come se dovesse togliersi un peso. Dunque non erano veri i brogli, non era vero che Chávez fosse sul punto di perdere. L’unica cosa che era vera, e che la grande stampa si è ben guardata dal denunciare, è che in Venezuela era pronto un piano eversivo –sicuramente stimolato dall’esterno- per non riconoscere in ogni caso, anche in maniera totalmente artificiale, il trionfo del Movimento Bolivariano. Rosales, denunciando le pressioni dei suoi, ha scelto di essere un capo di un’opposizione civile in un paese ineccepibilmente democratico che domenica ha dato una lezione di civismo al mondo. Parlare di regime Chávez, di autoritarismo, di demagogia è falso e in mala fede come 7.5 milioni di voti hanno smentito. Il popolo bolivariano è davvero un’ “alluvione zoologica”, come la destra definiva mezzo secolo fa in maniera razzista le masse peroniste in Argentina. Sono neri, poveri, incolti, indigeni. Ma in pace e democrazia hanno scelto per la dodicesima volta Hugo Chávez, che piaccia o no, e questi sta realizzando in democrazia quello che la maggioranza dei venezuelani desidera e che –che piaccia o no all’Internazionale Socialista del golpista Carlos Andrés Pérez alle masse venezuelane non importa- ha preso il nome di “Socialismo del XXI secolo”. Gli eversori venezuelani ed internazionali, continueranno a diffamare quel negraccio scomodo di Hugo e cercheranno di ridurre nuovamente al silenzio quelle masse volgari. Lo faranno, se necessario fisicamente, come Pinochet fece con il popolo di Allende. Quello che è sicuro è che la grande stampa continuerà a ripetere le loro diffamazioni ed a far loro da eco.
http://www.gennarocarotenuto.it
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Por lobitogabriel - 6 de Diciembre, 2006, 17:01, Categoría: periodico
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libro de abraham chinchillas, mexico
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LA UNIVERSIDAD AUTÓNOMA DEL ESTADO DE HIDALGO
Tiene el honor de invitarlo a la presentación del libro de haikus
Tráeme la Noche
de Abraham Chinchillas
Participan:
Enrique Rivas Paniagua
Jesús Cuevas Cardona (intervención musical)
y el autor
Viernes 8 de diciembre de 2006
19:00 Hrs.
Sala J. Pilar Licona
Edificio Central,
Abasolo 600, Col. Centro
Pachuca, Hidalgo.
México.
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Por lobitogabriel - 6 de Diciembre, 2006, 16:57, Categoría: agenda isla negra
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adrian bet..la critica
Apuntes sobre el papel de la crítica en las listas literarias de Internet
He leído las diversas posturas que se suscitaron en torno a si una obra expuesta debe o puede ser criticada y en que medida.
En mis primeros tiempos de este prodigioso medio que es Internet para la literatura, y con la ingenuidad propia de la personas que recién conocen algo, imaginaba haber entrado a una dimensión nueva, que suponía me iba revelar cosas inaccesibles para mi torpeza, y servir de medio para mejorar mi técnica y lectura de ese mundo de difícil acceso, que es la literatura en general y la poesía en particular. Bien pronto me desencanté, percibí que toda crítica era casi inexistente o bien irrelevante, ya que se remitía a meros epítetos.
Yo que deseaba me dijeran :”Mirá, pedazo de bestia, el verso tuyo tiene, éste, éste y éste fallo, por esto y esto otro”, pocas veces recibí algo así. Como no obtuve lo que venía a buscar, hice lo que toda mi vida cuando algo me interesa: me devoré una biblioteca entera de crítica y técnica poética. Sin falsa modestia puedo decir que hoy puedo escribir, desde el punto de vista técnico, un romance antiguo como si fuera extraído del Mío Cid, un soneto como Góngora o Quevedo, una obra vanguardista como Breton o Huidobro, una simbólica como Rimbaud o Baudelaire, o una romántica como Hugo o Bécquer, lo que no implica de forma alguna que por ello lo que escriba sea bueno. Es que hay algo incomunicable en el arte que no es posible suplir sólo con técnica.
Una vez conocidos los rudimentos de lo que debe conocerse, quise, otra vez ingenuamente, aportar a mis compañeros de lista esto o aquello sobre sus poemas. La respuesta fue casi siempre la misma: Respuestas autocomplacientes, enojos, acusaciones de la impertinencia de toda crítica, justificaciones de lo injustificable -por lo general aduciendo originalidad y rebeldía donde no hay más que ignorancia- , frases hechas contra toda disciplina crítica, subjetivismo a ultranza, inicio de una disputa, insultos, etc., etc., etc. . Bien pronto me desencanté, percibí que toda crítica era casi imposible.
¿Pero a qué se debe esto? ¿Cómo es posible que gente que en su mayoría que no es ni de lejos un escritor consumado no admita críticas que pueden, en algunos casos, favorecer su estilo?
Ahí está la respuesta: nadie se considera en su fuero íntimo un poeta en tránsito. Por más que, de la boca para afuera, se diga lo contrario todos jugamos a ser grandes escritores y es, este medio virtual, el que nos permite ser lo que no somos, que se maneja por otras reglas. Así, como prueba del mito que perseguimos están los sitios que llenos de premios dados por amigos, las publicaciones truchas –siempre las más importantes del habla hispana-, los concursos falaces –que son cazabobos-, las presentaciones de libros que nadie compra etc., etc., etc. Es lógico que si me considero un escritor “terminado”, toda crítica es un ataque malediciente. Es lógico que si mi texto es un texto acabado y cerrado sobre sí mismo, nadie tiene autoridad para reverlo. En definitiva todo texto pareciera publicarse con el fin de la aceptación incondicional, cuando no del sueño de la alabanza.
Por otro lado, el texto al expresar la individualidad del autor –generalmente los sentimientos y pensamientos más íntimos de éste- percibe toda crítica como un ataque personal, ya que por carácter transitivo se ataca los mismos sentimientos y no la forma de expresarlos. No miento al decir que he perdido relaciones de amistad incipientes, luego de criticar honestamente la poesía de alguien. Atrás de esto va la idea de posesión exclusiva del texto, lo que es lógico si se considera al texto como sinónimo de la persona.
Por esta cosas que expongo, y luego de fantásticas batallas verbales -noten que cada crítica dispara decenas de mensajes que siempre terminan en una disputa personal-, la mayoría de las listas caen en la apatía; evolucionan hacia el silencio o se dedican a “pasar” textos de autores reconocidos. Los textos van y vienen sin pena ni gloria, a lo sumo algún comentario de los nuevos miembros, que suelen decir “¡qué lindo, me gustó!” y que desalentados con las parcas respuestas, termina por sumarse al silencio generalizado.
Noten que la idea de escritor y texto “acabados”, van en contra del mismo texto y del mismo escritor. En general la visión de los otros es mucho más certera de lo que lo que nosotros podemos ver, que como autores estamos demasiado apegados al texto. Si consideramos un poema y un autor en construcción permanente, abrimos un espacio de debate inapreciable, muchas ideas, muchas técnicas personales se descubren cuando el autor habla y cuando se habla sobre el autor. He descubierto poemas maravillosos que de primera vista nada me decían, por sólo recorrerlos con atención y por la pista dada por otro, más perspicaz. He descubierto posibilidades insospechadas de mis textos por la sola referencia de otros.
Les cuento esta anécdota ilustrativa: Yo tenía un poema sobre esos gigantes paraguas que habitualmente nos golpean en la veredas angostas; había querido escribir “Detesto invariablemente a esos tipos/ de coloridos paraguas gigantes.” por error de tipeo escribí “Desteto” por “Detesto”. Una persona me dice “¡Qué originalidad, comparar esos paraguas con una teta gigante y expresar el choque como metáfora del destete!” y me dije: “¡A, la mierda! ¿Mirá lo que me salió?”. O sea por la boca de otro y por un error casual, obtuve un poema notablemente mejor que el que habría escrito. Si no hubiera comentario –porque lo mismo daba que el comentario sea negativo y no positivo como en este caso- yo simplemente hubiera corregido el error, porque no había sospechado, en mi vida, tal relación entra paraguas y tetas .
Internet es una fuerza inconmensurable desde el punto de vista histórico, es similar al trajinar de esos brutos juglares, que terminaron por generar las culturas europeas y los romances. Los sabios, los doctos, los que tienen su lugar ganado, los que acumulan premios y reconocimiento del establisment, han empezado una campaña contra la literatura en medios electrónicos. Es nuestra misión evolucionar para no perder esta voz, que no depende de los negocios de la cultura. La indolencia mata, el devenir de textos que casi nadie lee es nocivo, la despreocupación por lo que el otro hace y notablemente más nocivo que si le dicen a uno “mirá, fijate que en ese soneto erraste en el cuarto verso y contaste una sílaba de más, o en tal texto te conviene expresar el amor de una forma menos edulcorada, que no implique lunas, nubes de algodón y colores del arco iris”.
Nosotros debiéramos ser modelo y semilla de una nueva cultura, es una pena que re pita mos el modelo del éxito exclusivamente individual que nos proponen. Ese modelo excluye a la mayoría. Nosotros estamos del lado de los excluidos y nos comportamos como del lado de los pocos que se “salvaron”. Reflexionen cuanto del mito del escritor genial y en soledad replica y favorece este modelo de exclusión. No hace vivir en una villa para estar excluido.
Propongo -seguramente en forma ingenua de nuevo- para dinamizar el estado de apatía general, para generar redes culturales, empezar por dejar de percibir de forma tan egocéntrica el texto, tomarlo como un producto cultural y social, donde los otros tienen derecho a decir y participar en su construcción, tanto como el autor y que eso no es menoscabo de su persona sino todo lo contrario. En definitiva propongo remitir la idea del escritor terminado y en soledad genial, y reemplazarlo por la idea más humilde y amigable del escritor en camino acompañado por los otros en su torpeza.
Adrián Bet
envio rui mendes
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Por lobitogabriel - 6 de Diciembre, 2006, 16:51, Categoría: lecturas
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silvia brandon perez
La otra noche mientras terminaba una traducción enredada sobre un litigio entre dos hermanos billonarios que se están peleando quién sabe por qué, y gastándose cantidades increíbles de dinero (los abogados se volverán ricos...), me tomé un descanso porque ya veía doble y me decidí ver la película la Marcha de los Pingüinos. Mi plan era ver una media hora de la película y seguir con mi traducción, pero no pude dejar de mirarla...
He aquí un montón de lo que algunos de mis conocidos llamarían pájaros estúpidos mostrando una persistencia tan impresionante y un amor infinito para asegurar que sus parejas y sus criaturas sobrevivan; tanto es así que he decidido volver como pingüino en mi próxima vida... Mientras yo vitoreaba a los machos que cuidaban a sus hijitos en una funda bajo sus barrigas y esperando a las hembras que tendrían que traer la comida, y pasándose meses sin comer para asegurar que los bebés pudieran vivir, y batallando temperaturas congeladas y unas condiciones y dificultades desesperantes, pensaba en una parte de mi ser sobre nuestro movimiento, y la situación tan precaria de nuestras naciones que tiene tan pocos pingüinos dedicados...
La semana pasada hablé ante tres grupos de estudiantes universitarios sobre el activismo. Yo aún estaba emocionada (y lo sigo estando) por el espíritu de las manifestaciones en Fort Benning, tantos pingüinos emperador altos de pie, con la determinación de seguir de pie con lo mejor de la humanidad, o mejor dicho, la pingüinidad, a pesar de las dificultades, para asegurar que el bebé bajo sus barrigas de la paz y de ese mundo nuevo que puede ser sobreviviría... Pero estos muchachos nunca habían oído hablar sobre la Escuela de las Américas; algunos estaban claramente aburridos, otros se mostraban hostiles... uno de ellos me dijo que tenemos derecho a matar, a descuartizar, incluso y en especial a torturar, porque somos grandes y poderosos, tenemos todo el dinero y eso es lo único que importa. No lo dijo exactamente de esa forma, pero eso es lo que quiso decir, y cuando se lo repetí en paráfrasis, al principio estaba molesto pero luego me reconoció que sí, sí, así era.
Muchos de estos chicos que gozan del privilegio de poder asistir a una universidad y vestir bien y comer mucho mejor y comprar PlayStations que cuestan lo que algunas personas en otros países se ganan en seis meses, no tuvieron pingüinos emperadores para enseñarles las cosas importantes sobre el amor y los valores de familia... puede que no tengan mucha experiencia en cuanto al orgullo de madre o de padre, que es un compartir de amor, si es el tipo correcto de orgullo de pingüino sin condiciones, que implica que no importa lo que haga un hijo o hija, uno siempre está con ellos...
Al final algunos se me acercaron, me dieron las gracias, me dijeron que siguiera haciendo lo que hago... y entiendo ahora, que como también soy pingüino, no puedo evitar lo que hago, en el mismo modo que esos del polo sur no pueden decidir quedarse en casa a mirar el juego y tomarse unas cervezas con los amigos.
A todos ustedes mis amigos pingüinos que andan deambulando por ahí, los amo. Y tengo al bebé debajo de mi vientre, por el tiempo que sea necesario, hasta que sea hora de que nazca.
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Por lobitogabriel - 6 de Diciembre, 2006, 16:43, Categoría: cartas
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blas de otero
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El Centro Cultural Blas de Otero convoca la VII Edición del Certamen de Relato Breve y la X Edición del Certamen Poético con arreglo a las siguientes BASES:
1. Podrán participar autores de cualquier edad, sexo y nacionalidad siempre que la obra este escrita en legua castellana, sea original e inédita y tenga una extensión mínima de: Narrativa 8-12 hojas tamaño Din-A4, Poesía 60 versos y máxima 150 versos.
2. La obra -una por autor y modalidad- se presentará, con libertad de tema, metro y rima, mecanografiada por una sola cara a doble espacio en tamaño Din-A4, por triplicado ejemplar y debidamente grapada y paginada.
3. A los ganadores se les pedirá la obra premiada en un CD.
4. Junto a la obra presentada (y dentro del mismo sobre) se incluirá otro (plica). En este último se pondrá (en el exterior) el título de Ia obra y (dentro) nombre y apellidos del autor, dirección, teléfono y título de la obra.
5. La obra se enviará a la siguiente dirección, haciendo constar en el sobre Para el Certamen de Poesía o Para el Certamen de Relato Breve, Centro Cultural Blas de Otero P° de Guadalajara, 12 28700 San Sebastián de los Reyes Madrid - España
6. El Plazo de admisión de obras será hasta el 31 de Enero de 2007.
7. El jurado -cuya composición se hará pública en el momento del fallo- estará compuesto por poetas de reconocido prestigio y concederá los siguientes premios: Relato Breve: Primer Premio dotado con 600 € (100.000 ptas). Poesía: Primer Premio dotado con 600 € (100.000 ptas). En ambos casos el jurado puede concederdos accésits, a los que se otorgará una placa. Se entregará diploma a los demás premiados y seleccionados.
8. La obra ganadora en cada caso, junto con los accésits -si los hubiere- y la selección final que el jurado considere, será publicada en la Colección Nos queda la palabra, editada por el Centro Cultural Blas de Otero.
9. Las obras publicadas seran propiedad del Centro Cultural Blas de Otero en su primera edición como pago de derechos de autor. Tras esta primera edición pasarán, transcurrido un año, a ser propiedad de sus autores.
10. El fallo del jurado -que podrá declararlo desierto si así lo estimase -se dará a conocer oponunamente a los ganadores, la entrega de premios así como publicación de las obras en la Colección Nos queda la Palabra serán oportunamente difundidos a través de los medios de comunicación y mediante carta o comunicación telefónica a los ganadores y/o seleccionados para publicación. La no presentación de los ganadores en la entrega de premios se entenderá como su renuncia a los mismos. No obstante, el jurado valorará las situaciones particulares de los premiados.
11. El hecho de participar implica la aceptación de las bases y su interpretación por el Jurado si fuera necesario.
No se mantendrá correspondencia con los concursantes. Los trabajos no premiados ni seleccionados para su publicación serán destruidos una vez emitido el fallo.
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Por lobitogabriel - 6 de Diciembre, 2006, 16:40, Categoría: concursos literarios
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carlos barbarito
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http://carlosbarbarito.lalupe.com
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Al buscar un desnudo intenso, la poesía de Carlos Barbarito descubre que son infinitas las capas de desnudez que se disfrazan de vestimenta, y que tal aventura es tan inagotable como lo es la propia vida.
Floriano Martins
A Stefan Beyst y Gabriela Trujillo, amigos de ultramar. |
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Carlos Barbarito, nació en Pergamino, Argentina, el 6 de febrero de 1955. Su obra literaria comprende libros de poesía y de crítica de artes plásticas.
Libros publicados:
• Poesía quebrada (Mano de Obra, Buenos Aires, 1984). • Teatro de lirios (Fundación Alejandro González Gattone, Pergamio, 1985). • Éxodos y trenes (Último Reino, Buenos Aires, 1987). • Páginas del poeta flaco (Filofalsía, Buenos Aires, 1988). • Caballos y otros poemas (Hojas de Sudestada, La Plata, 1990) • Parte de entrañas (Arché, Buenos Aires, 1991). • Bestiario de amor (En: El primer siglo, Centro de Publicaciones de la Universidad Nacional del Litoral, Santa Fe, 1992); reproducido en http://www.letralia.com/ed_let/bestiario/, Editorial Letralia, Venezuela, 1999). • Viga bajo el agua (Ediciones del Dock, Buenos Aires, 1992). • Meninas/Desnudo y la máscara (En: Poesía. Ganadores del Concurso Nacional de Poesía Enrique Pezzoni 1992 Centro de Estudiantes Facultad de Filosofía y Letras de la Universidad de Buenos Aires, Último Reino, Buenos Aires, 1992). • El peso de los días (Ediciones Electrónicas Altamira, Buenos Aires, 1995).. • La luz y alguna cosa (Último Reino, Buenos Aires, 1998). • Desnuda materia (Ediciones del Árbol, Buenos Aires, 1999). • Puntos de fuga (Colectivo ZonAlta, Toluca, 2002). • La orilla desierta (Andrómeda, San José de Costa Rica, 2003).. • Piedra encerrada en piedra (Hespérides, La Plata, 2005). • Les minutes qui passent (Poietes, Foetz, 2005). • Figuras de ojo y sombras (Bermingham Edit., Donostia, 2006).
En crítica de artes plásticas editó:
• Acerca de las vanguardias (En: Arte argentino siglo XX, Comisión de Homenaje a Jorge Feinsilber, Buenos Aires, 1990). • Roberto Aizenberg. Diálogos con Carlos Barbarito (Fundación Federico Jorge Klemm Editora, Buenos Aires, 2001).
Antologías que recogen su obra poética:
• Nacer en los 50 (Mundo de papel, Alcalá de Henares, 1985). • Anuario de poetas argentinos.Selección 1989 (Ediciones del dock, Buenos Aires, 1990). •Four Argentine Poets(Correo Latino, Buenos Aires, 1994). • Breve muestra de la poesía contemporánea del Río de la Plata (Bianchi Editores, Buenos Aires, 1994). • 70 poetas argentinos 1970-1994 (Plus Ultra, Buenos Aires, 1994). • Poesía argentina año 2000 (Cuadernos del matadero 1, Instituto de Literatura Argentina Ricardo Rojas, Facultad de Filosofía y Letras de la Universidad de Buenos Aires, 1998). • Como gato patas arriba, CD ( Bes Editions, Mouzeuil-Saint-Martin, 2004). • Voix d`Argentine (Cahiers Bleus, Troyes, 2006).
Colaboraciones:
• Corrupción: Plástica y poesía. Colectiva. Poesía: C.B. Plástica: Mercedes Naveiro. Galería Hoy en el Arte, Buenos Aires, presentación de Vicente Zito Lema, 2001. • Insomne. CD. María Eva Albistur (Buenos Aires, Nueva Dirección en la Cultura. Musicalización del poema Inscripción). • En esta sombra. Objetos. Hilda Paz. Centro Cultural San Martín, Sala 2, Buenos Aires, 2003. Libro de artista . Poema Leve ala de fe... • Avatar. CD. María Eva Albistur ( Buenos Aires, Nueva Dirección en la Cultura). Musicalización del poema Llevame a ver algo). • Entre el cielo y la tierra. Silvina Mirasole. Poemas en la exposición. Centro Cultural Recoleta, Buenos Aires, febrero/marzo de 2005. • No sé como llamarla. Poesía: C.B. Obra gráfica y multimedia: Mercedes Naveiro. Salón Manuel Belgrano.Buenos Aires, 20 de octubre de 2006.
Textos para catálogos y muestras:
• La trama imperfecta. Pinturas, dibujos, objetos. Marcelo Lo Pinto. Centro Cultural Recoleta, Buenos Aires, Sala 7, 9/26 de noviembre de 2000. • Rostros del más acá. Fotografías. Andrea Miranda. Universidad Autónoma de Sinaloa, México, Galería de Arte Frida Kalho. 1 de marzo de 2001. • Bestiario cotidiano. Dibujos, pinturas, objetos. Marcelo Lo Pinto. Museo Provincial de Arte, Santa Rosa, La Pampa. 12/24 de julio de 2002. • Sillas. Mirta Kupferminc. Ariel, Buenos Aires, 2003. • Monumentos virtuales. Marcelo Lo Pinto.Galería Arcimboldo, Buenos Aires. 4 de agosto de 2004. • Mirta Kupferminc. Dogma, Buenos Aires. 12 de agosto de 2004.
Premios y distinciones:
• Premio Fundación Alejandro González Gattone. • Premio Fondo Nacional de las Artes. • Premio Dodero de la Fundación Argentina para la Poesía. • Premio Bienal de Crítica de Arte Jorge Feinsilber. • Premio César Tiempo. • Premio Raúl Gustavo Aguirre de SADE. • Mención de Honor Leopoldo Marechal, • Mención de Honor Carlos Alberto Débole. • Gran Premio Libertad. • Premio Francisco López Merino. • Premio Hespérides. • Premio Iparragirre Saria • Mención Plural de México. • Mención honorífica Concurso de Literatura de la Ciudad de Buenos Aires
Referencia:
• Breve diccionario de autores argentinos desde 1940 (Atril, Buenos Aires, 1999). • Inventario Relacional de la Poesía en Lengua Española 1951-2000, de Juan Ruiz de Torres y José Javier Márquez Sánchez (Altorrey Editorial, Madrid, edición en CD).
Otras publicaciones:
Sus artículos, ensayos y demás textos han sido publicados en diarios, revistas y páginas de Internet del país y de Chile, Uruguay, Brasil, Colombia, Venezuela, Costa Rica, Cuba, Puerto Rico, México, Nicaragua, Estados Unidos, España, Portugal, Alemania, Reino Unido, Suecia, Rumania, Alemania e Italia (Casa de las Américas, Aérea, Creación, ZonAlta, Plural, Espéculo, Letralia, Verbigracia, Cajón de letras, Art&, Off Course, Cyberhumanitatis, EOM, Crítica, México Volitivo, Textosentido, Respiro, Hiperfeira, Etcetera, Hispanic Culture Review, Arte da palabra, Nave de palavra, Triplov, Il Bolero de Ravel, El viejo faro, Enfocarte, Argos, Margencero, Arteuna, A garganta da serpente, Poetry Superhighway, Corner, Imaginando, El hilo de Ariadna, Archipiélago, Logogrifo, Los noveles, Architechtum, Banda hispánica, The Web Poetry Corner, Ecognosco, Matérika, Le chasseur abstrait, Poemhunter, Artxworld, entre otras). Sus textos sobre arte y literatura y su obra poética están traducidos, en parte, al inglés (por Adriana Uturbey, David Hughes, Brian Cole, Héctor Ranea, Stefan Beyst, y Ricardo Nirenberg), al francés (por Chantal Enright, Jean Dif, Frie Flammend y Elina Kohen), al portugués (por Andréa Santos, Andréa Ponte, Ana María Rodriguez González, Rudolph Link y Alberto Augusto Miranda), al italiano (por D.Gg. Dellisola) y al holandés (por Stefan Beyst).
Actualmente, es miembro del Consejo Editorial de la revista Matérika de San José de Costa Rica e integra el staff de www.losnoveles.net.
Atentamente Carlos Barbarito
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Por lobitogabriel - 6 de Diciembre, 2006, 16:37, Categoría: web
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